Start up: cosa sono e come funzionano

Pubblicato venerdì 26 giu 2015 alle 11:02AM in Innovazione

Start up: quali sono i passaggi da seguire quando si vuole realizzare un'idea d'impresa

Crearsi un lavoro invece che aspettarlo da altri sembra essere la formula magica sempre più invocata in questi ultimi anni nel nostro Paese. In un momento storico in cui i dati sulla disoccupazione giovanile sono drammaticamente in ascesa, diventare imprenditori di se stessi parrebbe l’unico modo per contrastare gli effetti nefasti di un mercato del lavoro stagnante. Così, sulla scia delle esperienze americane della Silicon Valley e dei fortunati exploit di giovani imprenditori talentuosi alla Mark Zuckerberg, il termine start up si è largamente diffuso anche da noi per indicare un’azienda fondata da poco tempo e spesso operante sul web, nata da idee vincenti di giovani imprenditori e finanziate da investitori coraggiosi che decidono di puntare sul progetto nascente.

Ma è davvero così semplice creare e far sopravvivere una start up? Se avete nel cassetto un progetto d’impresa che vi sta a cuore e sognate da tempo di vederlo realizzato, la prima cosa da fare è redigere un business plan: un primo step pre-analisi in cui saranno individuati gli obiettivi da raggiungere in un determinato periodo, l’analisi dettagliata del mercato di riferimento, le caratteristiche della concorrenza, le strategie da attuare e le risorse economiche da impiegare per la sua realizzazione. Per facilitarvi nella sua stesura esistono i c.d. incubatori o acceleratori d’imprese, vale a dire una società di capitali o una cooperativa che accompagnano la start up nel suo processo di avvio fino alla realizzazione concreta dell’idea imprenditoriale, aiutandola a limitare i rischi e definire al meglio traguardi e tempistiche.

Subentra poi la fase più delicata: trovare un investitore deciso a finanziare la vostra idea. Trovare dei finanziatori non è certo cosa facile, ma non rappresenta nemmeno una mission impossible: se è innegabile che le aziende in fase di start up presentino una componente di rischio non trascurabile, è pur vero che la struttura giovane e dinamica e la flessibilità che le caratterizza dovrebbe essere garanzia di successo e di buoni guadagni. Il Decreto Legge 18 ottobre 2012 n.179 recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese ha introdotto la definizione di start up innovativa, fissandone i requisiti. La successiva Legge di conversione del 17 dicembre 2012 (artt. 25-32) ha stabilito poi una serie di vantaggi e agevolazioni fiscali che derivano dalla sua creazione. Misure fissate allo scopo di favorire crescita sostenibile, occupazione e nuova imprenditorialità, incentivando nello specifico la nascita e lo sviluppo di start up italiane che possano rivelarsi competitive anche al livello europeo. E’ definita start up innovativa una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano, residente in Italia che ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Fra le principali novità introdotte dal decreto, l’esenzione dell’imposta di bollo e del diritto di segreteria per l’iscrizione nel Registro delle imprese, la detrazione Irpef 19% sulle spese effettuate dal 2013 al 2015 , riduzione del credito d’imposta per agevolare l’assunzione di personale qualificato. Favorita l’internazionalizzazione delle start up innovative attraverso l’assistenza e il sostegno da parte dell’Agenzia ICE, che si occupa della promozione all’estero delle imprese italiane.

Anche le imprese che decidono di investire in una start-up innovativa possono godere di alcune facilitazioni, grazie all'introduzione di incentivi fiscali per investimenti in start-up provenienti da aziende e privati dal 2013 al 2015, validi sia in caso di investimenti diretti in start-up che di investimenti indiretti attraverso altre società decise a finanziare l’idea imprenditoriale. Disciplinato dalla Consob, nasce l’equity crowdfunding: la possibilità di raccogliere fondi grazie a piattaforme online, attraverso piccoli contributi collettivi di investitori interessati allo sviluppo di un progetto.

A questo proposito non possiamo non menzionare l’interesse nei confronti delle start up mostrato da BNL, che ha fatto dell’innovazione un elemento cruciale della sua strategia d’impresa, attraverso lo svolgimento della tappa italiana della recente International Hackathon del Gruppo BNP Paribas e il supporto al premio IBAN. Tenutasi contemporaneamente e per la prima volta, in 5 città (Parigi, Bruxelles, Istanbul, San Francisco e Roma) dal 14 al 16 giugno scorso, la International Hackathon è una manifestazione che ha permesso a oltre 70 start up in tutto il mondo, e 9 start up italiane, di sfidarsi sul terreno del fintech, con l’obiettivo di migliorare la customer experience offerta dal Gruppo bancario. Con il Premio Speciale BNL Gruppo BNP Paribas, assegnato al Business Angel più aderente ai valori del Gruppo - reattività, creatività, impegno e ambizione – BNL è anche quest’anno sponsor del Premio IBAN (Business Angel of the Year), consegnato nel mese di giugno in occasione della Convention pubblica dell’Associazione IBAN (Italian Business Network Association) al miglior contributo a sostegno delle buone idee imprenditoriali.

 

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Autore:
redazione


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