Biometano: vantaggi ambientali ed economici

Pubblicato martedì 15 dic 2015 alle 05:58PM in Energia

Il biometano è un gas recuperato da fonti rinnovabili che, grazie ad un processo di raffinazione, arriva a contenere il 95% di gas e ha gli stessi utilizzi del metano fossile. Successivamente alla pubblicazione da parte del GSE – Gestore Servizi Energetici – delle procedure per l’incentivazione degli impianti produttivi, nasce una nuova filiera, un nuovo mercato - quello dei biocarburanti - che potrebbero rappresentare una opportunità per le aziende che lavorano nel settore. Ma non solo vantaggi per le aziende, il biometano può portare dei risultati a livello economico e ambientale, nonché un importante potenziale in merito agli investimenti.

Ora si possono creare le basi per pensare ai primi progetti di produzione di biometano che andranno ad alimentare gli oltre 800.000 mezzi a metano oggi esistenti in Italia, dando una svolta green alla nostra economia. In questo senso, infatti, il biometano rappresenta una fonte di energia strategica, a basso contenuto di carbonio, basata sulla circolarità e la sostenibilità delle risorse e di tutto il sistema e che ha emissioni di CO2 più basse del 100% rispetto ai tradizionali combustibili fossili.

Ma quali sono nel dettaglio i vantaggi che la produzione e l’utilizzo di carburanti a biometano hanno sul comparto industriale?
Considerando che l‘Italia è il primo paese in Europa, e il settimo in tutto il mondo, per numero di veicoli che vanno a gas naturale e ha una quota pari al 65% in merito alla tecnologia venduta ogni anno, appare chiaro come l’industria del settore nutra un particolare interesse nei confronti del biometano e nei sui numerosi utilizzi in autotrazione.

Nello specifico, possiamo così riassumere i vantaggi dell’uso di questi biocarburanti avanzati:

•    Fonte di energia rinnovabile, che potrebbe aiutare a raggiungere gli obiettivi della UE per il 2020;
•    Aumento dell’autosufficienza energetica del settore;
•    Prodotto da una grande varietà di biomasse;
•    Facoltà di essere immesso nella rete di distribuzione senza costi aggiuntivi;
•    Commutabile in gas liquido, utile per i veicoli nautici e i mezzi commerciali per distanze medio-lunghe;
•    Impiegabile nei veicoli a gas già presenti in commercio.

Come giusto che sia, ci sono anche dei contro, che riguardano soprattutto i costi per gli impianti di biometano e la necessità di creare infrastrutture adeguate.

Dal punto di vista strategico e ambientale, il nostro Paese non solo potrebbe centrare nel breve periodo gli obiettivi posti dalla UE, ma avrebbe anche un grandissimo vantaggio ambientale. Dal punto di vista economico e dell’occupazione vi sarebbe un ulteriore grande beneficio.

Inoltre, c’è un altro aspetto da non sottovalutare. Il biometano ha registrato un forte incremento negli ultimi anni, sfruttando anche le sinergie con il settore agricolo. Questo scenario però ha toccato soprattutto il centro-nord del paese, dove le imprese agricole sono più grandi e più avanzate. Al contrario, il centro-sud non ha vissuto uno sviluppo simile al nord, anche se dispone di importanti attività agricole.

Secondo alcune stime, sfruttando l’energia a biogas si potrebbero registrare investimenti che vanno dai 3,8 ai 5,6 miliardi di Euro al 2030, destinati alla generazione elettrica, alla produzione di biometano per autotrazione e alla sua immissione in rete.

Cogliere queste opportunità di crescita e sviluppo non sta solo nelle aziende del settore, ma anche e soprattutto dalle politiche energetiche e ambientali del nostro paese: è solo, infatti, attraverso adeguati finanziamenti e grazie a uno snellimento burocratico e autorizzativo, che il comparto del biometano potrà contribuire in maniera determinante alla crescita economica e sociale del paese.

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Autore:
redazione


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