Biogas: l'energia arriva dai residui delle stalle

Pubblicato venerdì 07 ago 2015 alle 03:50PM in Energia

Il premio “Best Practices Expo Milano 2015”, rivolto alla scoperta delle migliori pratiche internazionali in merito allo sviluppo sostenibile e alle energie rinnovabili, è andato ad una società bergamasca che ha progettato un sistema di produzione di bioenergetica sfruttando i residui organici di alcune aziende zootecniche della zona, totalmente a Km 0.

Il sistema della Caraverde Energia, azienda vincitrice del riconoscimento, permette di produrre biogas dalla fermentazione batterica in assenza di ossigeno dei residui organici di 25 mila suini e 1.800 bovini. Come?

Attraverso delle condotte realizzate sotto terra, i residui degli animali vengono raccolti e vengono riversati direttamente nell'impianto a biogas, producendo così 8 milioni di kilowatt di energia elettrica rinnovabile, capace di andare a coprire il fabbisogno energetico annuo di circa 4000 famiglie. Il progetto è stato attivato nell'ottobre dello scorso anno, è tutt'oggi in corso e vede coinvolte 9 aziende zootecniche della bassa bergamasca.

Il comitato che presiede il riconoscimento, composto dai migliori scienziati e agronomi del pianeta, non ha avuto dubbi sull'assegnazione del premio: questo processo è in grado di ridurre le emissioni di CO2, creare energia rinnovabile e fare un passo in avanti in merito ai fertilizzanti verdi.
Nello specifico il sistema di produzione di biogas della Caraverde Energia:

  • contribuisce ad una riduzione di 3400 tonnellate annue di emissioni di CO2;
  • permette di recuperare un prezioso fertilizzante verde che viene poi utilizzato per dare, in un ciclo continuo, nuova sostanza organica al terreno;
  • contribuisce ad un modello di coltivazione carbon negative, emissioni di carbonio a impatto negativo.

La peculiarità di questo progetto sta nella capacità di pensare senza sprechi, nella possibilità di dare nuova vita ai residui organici degli animali, di creare un'energia pulita, un biogas fatto bene.

Il sistema deve essere un modello per tutti gli allevatori, un modello nuovo di energia sostenibile, di eccellenza italiana, un modello che può, anzi deve, essere esportato e applicato in diversi paesi. Un modello che dona alla nostra economia nuova linfa vitale e permette alla filiera zootecnica di rinascere e crescere sempre di più in un contesto di ecologia e sicurezza alimentare.

 

Autore:
redazione


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