6 motivi per internazionalizzare la propria impresa

Pubblicato lunedì 27 nov 2017 alle 10:46AM in Estero

Aumentare il fatturato e allungare il ciclo di vita di un prodotto: quali sono le motivazioni che spingono le imprese a internazionalizzare la propria attività

Lo abbiamo detto molto volte: esportare o investire in un mercato estero è una buona strategia da perseguire per dare una scossa e far crescere il proprio giro di affari. Per tutti gli imprenditori scettici, ecco 6 motivi per avviare un processo di internazionalizzazione.

1. Aumentare il fatturato

È il primo vantaggio e anche il più ovvio. Aprirsi a un mercato estero permette all’azienda di aumentare la propria base di mercato, la redditività e il fatturato. Quando l’attività oltre i confini nazionali diventa importante e non può secondaria, allora l’azienda crescerà in termini di dimensioni, potrà avere a disposizione nuove e maggiori risorse economiche e potrà diminuire il costo medio di produzione. In pratica può mettere in atto quello che in gergo vengono chiamate economie di scala, che portano notevoli vantaggi in termini di competitività. Inoltre, non dipendere esclusivamente dall'andamento del mercato domestico permette di superare eventuali periodi di recessione e crisi.

2. Diversificare grazie alla stagionalità dei mercati

Altro aspetto interessante può riguardare la stagionalità dei mercati. Ampliando il numero di contesti nei quali opera, l’azienda potrà diversificarsi e assicurarsi una maggiore stabilità produttiva. Facciamo un esempio: un’impresa di costumi da bagno d’inverno in Italia vedrà le sue vendite diminuire. Se però l’imprenditore allarga il suo bacino di riferimento, fino a raggiungere paesi più caldi, potrà recuperare la perdita invernale.

3. Allungare il ciclo di vita di un prodotto

Entrare in nuovi mercati, meglio se emergenti, può portare ad allungare la vita di un prodotto che, considerato obsoleto sul mercato domestico, può rappresentare invece un’innovazione in altri contesti. Questo è un vantaggio molto importante in ottica di sostenibilità aziendale e per non perdere i costi sostenuti durante la produzione del bene stesso.

4. Aprirsi alle innovazioni

Un imprenditore che decide di portare il proprio business oltre i confini nazionali è già un innovatore, perché non si ferma al proprio orticello ma cerca soluzioni sempre diverse per smuovere la routine. Poi, il fatto stesso di approcciare all’estero dà all’azienda l’opportunità di entrare in contatto con esperienze, idee e anche modi di pensare diversi da quelli con cui è abituata a lavorare. Tutto ciò non può che essere percepito come un vantaggio, in grado di aumentare la competitività dell’impresa stessa e di acquisire strumenti per far fronte ad eventuali cambiamenti del mercato.

5. Diversificare il rischio

Non essere legati ad un unico mercato porta l’azienda a non restare bloccata durante eventuali momenti di crisi. In pratica, se in Italia va male l’imprenditore può recuperare le perdite all’estero dove la situazione potrebbe essere differente.

6. Aumentare la competitività sul mercato interno

Attivare un processo di internazionalizzazione vuol dire anche fare tesoro di esperienze, competenze e risorse acquisite all’estero e rivenderle nel mercato domestico. In questo modo l’impresa si troverà a essere più forte in situazioni difficili e diventerà più competitiva nei confronti della concorrenza.

Ovviamente, sono molteplici i fattori che determinano la buona riuscita di un processo di internazionalizzazione e non è detto che tutte le aziende, per caratteristiche e dimensioni, possano approcciare ai mercati esteri. Ma una cosa è certa: se si rimane ancorati solo e unicamente a un business nazionale non si potranno sostenere progresso e crescita in ottica evolutiva.

 

Vuoi internazionalizzare la tua attività? Iscriviti a Mestiere Impresa e accedi alla sezione “Lavora con l’estero”

Fonte notizia: Sistema Ratio.

Autore:
redazione


Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono chiusi.