10 consigli per un export agroalimentare di successo

Pubblicato martedì 27 mar 2018 alle 04:47PM in Estero

Quali sono i primi passi da compiere per esportare i prodotti agroalimentari all’estero? Ce lo spiega un libro, “Marketing dei prodotti enogastronomici all’estero”, scritto da tre donne del marketing

Esportare le eccellenze enogastronomiche italiane potrebbe essere la via verso una nuova dimensione economica. “Marketing dei prodotti enogastronomici all’estero” è un libro, scritto da 3 donne di marketing (Slawka G. Scarso, Luciana Squadrilli e Rita Lauretti), e ci fornisce una guida completa per l’export del made in Italy alimentare. Tra suggerimenti utili, strumenti indispensabili e best practice, le autrici hanno identificato le strategie più efficaci per affrontare al meglio il settore wine&food a livello internazionale. Un quadro teorico-pratico della materia che affronta tutti il ciclo di esportazione, dall’analisi fino alla comunicazione. Qui riassumiamo in 10 punti i primi passi che le aziende, grandi o piccole che siano, devono compiere per mettere in piedi un piano estero di successo. Il bello è che valgono per qualsiasi settore.

1. Fare un’analisi delle risorse interne

La decisione di esportare i propri prodotti all’estero deve essere presa, innanzitutto, valutando l’assetto interno dell’azienda. È bene quindi fare un’analisi di tutte le sue possibilità, sia per quanto riguarda la parte operativa che quella delle risorse a disposizione finanziarie e umane. Le risorse in termini di persone sono di fondamentale importanza in questa fase iniziale. Può sembrare strano, ma capita spesso che non ci sia nessuno in azienda che parli l’inglese, e questo non è possibile se si butta giù un piano di espansione all’estero. Da questa prima analisi emergeranno i punti di debolezza a cui rimediare per avviare un export di successo.

2. Scegliere il mercato di destinazione

Una volta concluso il check interno, bisogna decidere qual è il mercato su cui puntare. Per essere sicuri di non disperdere a vuoto le energie profuse in questa impresa, le autrici del libro “Marketing dei prodotti enogastronomici all’estero” consigliano di concentrarsi solo su alcuni. Come fare a sapere quale mercato è meglio di un altro rispetto ai nostri prodotti? Esistono molte fonti ufficiali dalle quali recuperare queste informazioni (ad esempio: sul sito dell’ICE o sulla sezione “Lavora con l’estero” di Mestiere Impresa), oppure è possibile fare un’analisi diretta, sul campo. Spesso, in questa fase, le aziende più strutturate chiamano un export manager, ovvero una figura specializzata in grado di aiutare l’azienda nel processo di internazionalizzazione.

3. Conoscere il mercato di destinazione

Una volta scelto il Paese estero, è necessario conoscerlo a menadito. L’unico modo per farlo è trasferirsi lì direttamente. Sarà così che l’imprenditore potrà conoscere i punti vendita, parlare con gli operatori locali, capire quali sono gli usi e i costumi e definire minuziosamente la strategia di “attacco”. Soggiornare per qualche tempo nel mercato di destinazione è utile anche per entrare in contatto con fornitori ed eventuali partner o buyer al fine di procedere a una prima valutazione su quelli più adatti al nostro business. Inoltre, vedere da vicino la concorrenza e studiarne le mosse, può indicarci la via da seguire e le attività da proporre nella strategia di internazionalizzazione.

4. Conoscere le norme del mercato di destinazione

Esportare in un Paese diverso dal proprio, vuol dire sottostare a norme e leggi diverse dalle nostre. Per strutturare un piano export mirato è necessario capire quali sono le certificazioni che si devono avere in entrata. E bisogna, inoltre, monitorarle costantemente per essere sicuri, in caso di cambiamento, che i requisiti in possesso siano sempre validi. A tal proposito, sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico è possibile consultare la modulistica e i documenti, divise per settore, per chi vuole avviare un’attività di export.

5. Stabilire contatti

Il passo successivo è quello di stabilire un fitta rete di contatti con le imprese estere. È utile creare sinergie e collaborazioni: le possibilità di far crescere il business in questo modo si moltiplicheranno.

6. Puntare sulla propria identità di brand

Quando si volge lo sguardo all’estero, bisogna avere un’identità aziendale definita, chiara e forte, in modo da potersi posizionare bene all’interno del mercato di destinazione. Non bisogna mai dimenticarsi dei valori che hanno ispirato l’attività, ma allo stesso tempo si devono poter tradurre nel linguaggio locale. Sfida non facile perché si devono abbracciare gli usi e i costumi di popoli diversi e farlo in modo identitario.

7. Dotarsi di un sito internet adeguato

La trattazione a questo punto si apre al mondo digitale. Oltre a essere fisicamente presente nel Paese di destinazione, è bene che l’azienda crei un sito internet aziendale dove comunicare con gli eventuali clienti stranieri. Ma anche collaboratori, partner, buyer, stakeholder. Ricordiamoci sempre che oggi internet è il primo canale che si utilizza per reperire informazioni. Le informazioni veicolate tramite il sito web devono essere conformi con l’immagine che l’azienda dà di sé sui canali tradizionali. L’unica differenza è che devono aderire alle esigenze e ai bisogni del mercato estero.

8. Attivare una campagna di social media

Nell’ottica di fare business attraverso internet, l’azienda può pensare di strutturare una campagna sui social network. Questo, infatti, è il modo giusto per rivolgersi al pubblico internazionale. Bisognerà adattare contenuti e linguaggio, ma alla fine il presidio social sarà utile per ascoltare la clientela e monitorare la concorrenza, personalizzare la propria offerta e far crescere il proprio business.

9. Creare un blog aziendale professionale

Al pari del sito internet, anche un blog aziendale professionale può fare la differenza nel caso di internazionalizzazione aziendale. Questo strumento permette, infatti, di agganciare l’audience e di fidelizzarla. Se poi, i contenuti pubblicati sono di qualità e utili per l’utente, l’azienda acquisterà autorevolezza e posizioni su Google.

10. Affidarsi ai giusti collaboratori per la promozione

Da soli non si va da nessuna parte. Affidarsi a partner e collaboratori locali è la scelta giusta per intercettare meglio e prima le esigenze del pubblico di riferimento. Trovare risorse che sappiano promuovere in maniera puntuale l’attività, è la base di partenza per qualsiasi processo di internazionalizzazione.

 

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Autore:
redazione


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